Imposta di Successione Le Strategie Intelligenti per Non ...

Imposta di Successione Le Strategie Intelligenti per Non Perdere un Euro

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Ciao a tutti, amici del blog! Oggi voglio affrontare un tema che, ammettiamolo, fa sempre un po’ pensare, ma che è fondamentale per il futuro dei nostri cari: le tasse di successione.

Chi di noi non desidera che il frutto di una vita di sacrifici e lavoro sia protetto e trasmesso al meglio, senza che una parte consistente venga inghiottita dal fisco?

La buona notizia è che non dobbiamo per forza subire passivamente! Ho scoperto, parlando con esperti e approfondendo le ultime normative, che con una pianificazione attenta e le giuste informazioni, è possibile ridurre significativamente l’impatto di queste imposte.

In particolare, con le novità che entreranno in vigore nel 2025, come l’autoliquidazione, si aprono scenari interessanti per chi gioca d’anticipo e sa come muoversi.

Personalmente, trovo che sia un dovere verso noi stessi e verso la nostra famiglia informarci e agire per tempo. Non lasciamo che la disinformazione o la complessità burocratica mettano a rischio il patrimonio che abbiamo costruito con tanto impegno.

Vediamo insieme, in questa guida dettagliata, come navigare questo labirinto e quali strategie mettere in campo per ottimizzare il passaggio generazionale dei beni.

Scopriamo insieme i trucchi e le strategie legali per risparmiare e assicurare un futuro più sereno. Continuate a leggere per tutti i dettagli!

Le Novità del 2025: L’Autoliquidazione in Arrivo!

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Cosa cambia davvero per noi

Amici, tenetevi forte perché il 2025 porta con sé una svolta importante che rivoluzionerà il modo in cui gestiamo le tasse di successione! Fino ad oggi, eravamo abituati ad aspettare che l’Agenzia delle Entrate ci comunicasse l’importo dovuto, ma dal 1° gennaio 2025 le cose cambiano radicalmente con l’introduzione dell’autoliquidazione.

Questo significa che saremo noi, in quanto contribuenti, a dover calcolare e versare l’imposta direttamente al momento della presentazione della dichiarazione di successione.

All’inizio può sembrare un po’ una montagna da scalare, lo ammetto, ma pensateci bene: ci dà più controllo sui tempi e sulle modalità di pagamento. Personalmente, trovo che sia un’opportunità per sentirci più protagonisti e meno in balia della burocrazia, a patto di essere ben informati e preparati.

Il termine per presentare la dichiarazione di successione resta di dodici mesi dall’apertura della successione, ma il versamento dell’imposta autoliquidata dovrà essere effettuato entro novanta giorni dalla data di presentazione della dichiarazione stessa.

Non preoccupatevi, non saremo lasciati soli!

Un nuovo alleato digitale: il portale dell’Agenzia

La buona notizia è che l’Agenzia delle Entrate non ci lascerà a brancolare nel buio. Ho saputo che hanno predisposto un applicativo web dedicato, un vero e proprio “assistente digitale” che ci guiderà nella compilazione della dichiarazione e, udite udite, calcolerà automaticamente l’imposta da autoliquidare!

Questo strumento promette di semplificarci la vita, rendendo tutto più trasparente e meno stressante. Potremo persino effettuare il pagamento contestualmente alla presentazione della dichiarazione, addebitando l’importo direttamente sul conto corrente.

Ho sempre creduto nel potere della tecnologia per rendere le cose più semplici, e questo mi sembra un passo nella giusta direzione. Inoltre, è prevista la possibilità di rateizzare il pagamento: potremo versare almeno il 20% dell’importo entro i 90 giorni dalla presentazione della dichiarazione e il restante in 8 rate trimestrali, o addirittura fino a 12 rate se l’importo supera i 20.000 euro.

Questo offre una flessibilità notevole, permettendoci di gestire meglio la liquidità in un momento così delicato.

Anticipare è la Chiave: Donazioni Intelligenti e Usufrutto

Donare con riserva di usufrutto: un classico intramontabile

Parlando con diversi esperti e confrontandomi con amici che hanno già affrontato il passaggio generazionale, ho capito che il vero segreto per “battere” il fisco in modo legale è giocare d’anticipo.

Non c’è nulla di più efficace di una pianificazione fatta quando si è ancora in vita! Una delle strategie più apprezzate e, a mio avviso, più “eleganti” per gli immobili, è la donazione con riserva di usufrutto.

Immaginate di trasferire la nuda proprietà della vostra casa ai vostri figli o nipoti, ma di mantenere per voi il diritto di viverci o di affittarla per tutta la vita.

In questo modo, il valore dell’immobile su cui si calcola l’imposta di successione sarà significativamente ridotto, perché si terrà conto solo del valore della nuda proprietà al momento della donazione.

Ho visto persone risparmiare cifre importanti in questo modo, ed è un’operazione che regala serenità, sapendo di aver sistemato le cose per il futuro dei propri cari, senza privarsi della possibilità di godere del proprio bene.

Un vantaggio non da poco, specialmente con le novità del 2025 che mirano a rendere le donazioni immobiliari più sicure per i futuri acquirenti, eliminando i rischi legati all’azione di restituzione.

La cointestazione dei beni: attenzione e fiducia

Un’altra mossa che ho visto utilizzare, seppur con maggiore cautela, è la cointestazione di conti correnti o altri beni mobili. In caso di cointestazione, alla morte di uno dei titolari, l’imposta di successione viene calcolata solo sulla quota del defunto e non sull’intero importo.

Questo può sembrare un trucco semplice, ma richiede un elemento fondamentale: una fiducia assoluta nei confronti del cointestatario. Immaginate, per esempio, di cointestare il conto con uno dei vostri figli: al momento opportuno, la sua quota non rientrerà nell’asse ereditario del defunto.

È una strategia che, se ben gestita e con le persone giuste, può offrire un vantaggio non indifferente. Tuttavia, è essenziale che le persone coinvolte siano di assoluta fiducia, per evitare spiacevoli sorprese e prelievi indebiti.

Pensateci bene e scegliete con il cuore, oltre che con la testa!

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Il Patto di Famiglia: Un Ponte Sicuro per l’Impresa

Per chi ha un’attività: trasferire senza traumi

Se avete un’azienda o delle quote societarie, so che il pensiero del passaggio generazionale può togliervi il sonno. Vogliamo tutti che il frutto di una vita di lavoro venga preservato e continui a fiorire.

Qui entra in gioco uno strumento davvero prezioso, il Patto di Famiglia. È un contratto che permette all’imprenditore di trasferire, in tutto o in parte, l’azienda o le quote a uno o più discendenti quando è ancora in vita.

L’ho sempre visto come un “ponte” solido per il futuro dell’impresa, che evita litigi e incertezze dopo la scomparsa del titolare. Consente di pianificare con calma e determinare chi sarà il successore, dando a tutti maggiore tranquillità.

È un atto che si fa davanti a un notaio, e devono partecipare anche il coniuge e gli altri legittimari, per assicurare che tutti siano d’accordo e che i diritti di ciascuno siano rispettati.

Le agevolazioni fiscali che fanno la differenza

Il bello del Patto di Famiglia non è solo la pace familiare, ma anche gli importanti vantaggi fiscali! Il trasferimento dell’azienda o delle quote societarie attraverso questo strumento beneficia di un’esenzione specifica dalle imposte di successione e donazione.

Questo significa che il passaggio di proprietà dell’attività non sarà gravato da quelle imposte che altrimenti peserebbero come un macigno. Certo, ci sono delle condizioni da rispettare: ad esempio, l’erede che riceve l’azienda deve impegnarsi a proseguire l’attività d’impresa o a detenere il controllo per un periodo non inferiore a cinque anni dalla data del trasferimento.

Se non si rispetta questa condizione, il beneficio decade. È un’opportunità fantastica per chi vuole assicurare un futuro solido alla propria attività, minimizzando il carico fiscale e garantendo continuità.

Non Solo Beni Immobili: Proteggere Anche i Capitali

Polizze vita e titoli di Stato: esenzioni importanti

Quando pensiamo all’eredità, spesso ci vengono in mente case, terreni, ma è fondamentale non dimenticare i beni finanziari. Ebbene, cari amici, ci sono alcuni strumenti che, per legge, sono esenti dall’imposta di successione!

Sto parlando delle polizze vita e dei titoli di Stato (italiani ed europei). Ho scoperto che le somme corrisposte in forza di una polizza vita non rientrano nell’asse ereditario, il che significa che non sono soggette a questa imposta.

È un modo intelligente per tutelare i propri cari, garantendo loro una liquidità che non verrà “mangiata” dal fisco. Allo stesso modo, i titoli di Stato, come i Buoni del Tesoro, sono un’altra categoria di beni che godono di questa preziosa esenzione.

Come strutturare gli investimenti per il futuro

Quindi, riflettendo sulla composizione del proprio patrimonio, può essere estremamente vantaggioso orientare una parte dei propri investimenti verso queste forme.

Non si tratta solo di diversificare per ridurre il rischio finanziario, ma anche di ottimizzare il carico fiscale per chi verrà dopo di noi. È un atto di lungimiranza e affetto.

Certo, non tutte le uova vanno messe nello stesso paniere, ma conoscere queste opportunità ci permette di fare scelte più consapevoli. Io, ad esempio, dopo aver approfondito l’argomento, ho iniziato a valutare seriamente come bilanciare i miei risparmi, dando un peso maggiore a questi strumenti, per assicurare ai miei figli un futuro il più possibile sereno da ogni punto di vista.

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Occhio alle Franchigie: Sfruttare le Soglie di Esenzione

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Coniuge e figli: franchigie generose

Una delle cose che mi ha colpito di più, studiando la materia, è la presenza di franchigie, ovvero quelle soglie di esenzione al di sotto delle quali non si paga l’imposta di successione.

Per il coniuge e i parenti in linea retta (figli, genitori, nipoti), la buona notizia è che la franchigia è molto generosa: ben 1 milione di euro per ciascun beneficiario!

Questo significa che se un figlio eredita meno di un milione di euro dal genitore, non dovrà pagare alcuna imposta. Solo sulla parte che eccede questa soglia si applica un’aliquota del 4%.

Ho sempre pensato che fosse un dettaglio cruciale da conoscere, perché spesso si pensa che qualsiasi cosa ereditata sia tassata, ma non è così. È un’opportunità da non sottovalutare per la tutela del nucleo familiare più stretto.

E, cosa ancora più importante, questa franchigia si applica a ciascun erede e non all’intero patrimonio!

Fratelli e sorelle, e non solo: conoscere i limiti

Per i trasferimenti in favore di fratelli e sorelle, la franchigia scende a 100.000 euro per ciascun beneficiario, con un’aliquota del 6% sull’eccedenza.

Anche qui, è una soglia da tenere a mente. Purtroppo, per altri parenti fino al quarto grado e gli affini in linea collaterale fino al terzo grado (come zii, nipoti, cognati), non è prevista alcuna franchigia, e l’aliquota applicata è del 6% sull’intero valore ereditato.

Infine, per tutti gli altri soggetti, l’aliquota sale all’8%, sempre senza franchigia. C’è un’importante eccezione per le persone con disabilità grave, per le quali la franchigia è ancora più alta, pari a 1,5 milioni di euro.

Conoscere queste differenze è fondamentale per una pianificazione accurata. Ti lascio qui una piccola tabella riassuntiva che mi sono preparato per avere le idee chiare al volo:

Rapporto di Parentela Franchigia per Beneficiario Aliquota Sull’Eccedenza
Coniuge e Parenti in Linea Retta (figli, genitori) € 1.000.000 4%
Fratelli e Sorelle € 100.000 6%
Altri Parenti fino al 4° Grado e Affini in Linea Collaterale fino al 3° Grado Nessuna Franchigia 6%
Altri Soggetti Nessuna Franchigia 8%
Persone con Disabilità Grave (Legge 104/92) € 1.500.000 4%, 6% o 8% (a seconda del rapporto di parentela)

La Scelta Giusta per la Prima Casa Ereditaria

Le agevolazioni “prima casa”: un aiuto concreto

Se nell’eredità rientra un immobile destinato a diventare la “prima casa” di uno o più eredi, sappiate che ci sono delle agevolazioni significative che possono fare la differenza!

Parlo delle imposte ipotecaria e catastale, che normalmente si calcolano in percentuale sul valore dell’immobile (rispettivamente 2% e 1%). Ebbene, se l’erede (o gli eredi) possiede i requisiti per beneficiare delle agevolazioni “prima casa”, queste imposte si riducono a una misura fissa di soli 200 euro ciascuna!

È un risparmio che, in certi casi, può essere davvero consistente e che alleggerisce non poco il peso economico di un momento già complesso. Pensate a quanto può aiutare una famiglia giovane che riceve in eredità l’immobile dei genitori o dei nonni.

Quando si applicano e cosa sapere

Per accedere a queste agevolazioni, ovviamente, ci sono dei requisiti specifici da rispettare, molto simili a quelli previsti per l’acquisto di una prima casa.

Ad esempio, l’immobile non deve essere di lusso, l’erede non deve possedere altri immobili nel Comune dove si trova la casa ereditata o su tutto il territorio nazionale altri immobili acquistati con agevolazioni prima casa, e deve stabilire la propria residenza nel Comune dell’immobile entro 18 mesi.

Questi dettagli sono cruciali e vanno verificati attentamente per non perdere un’opportunità di risparmio così importante. Ho sempre pensato che queste agevolazioni fossero un segnale positivo, un modo per lo Stato di sostenere le famiglie e agevolare il passaggio del patrimonio immobiliare, contribuendo a mantenere viva la tradizione di proprietà della casa che è così radicata nella nostra cultura.

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L’Importanza di Non Fare da Soli: Consulenza Specializzata

Il valore di un professionista al tuo fianco

Arrivati a questo punto, dopo aver esplorato le varie strategie e le novità, c’è un messaggio che sento il dovere di sottolineare con forza: non fate da soli!

La materia delle successioni è un labirinto di normative, esenzioni, aliquote e scadenze che cambia continuamente, come abbiamo visto con le novità del 2025.

Per quanto ci si possa informare, la complessità è tale che l’errore è sempre dietro l’angolo, e un errore in questo campo può costare caro, molto caro.

Io, personalmente, credo fermamente nel valore dei professionisti. Un buon notaio, un commercialista esperto o un avvocato specializzato in diritto successorio non sono una spesa, ma un investimento sulla vostra serenità e sulla sicurezza del patrimonio che intendete tutelare.

Evitare errori costosi e vivere più sereni

Questi esperti conoscono a fondo la legislazione, sanno interpretare le sfumature delle norme e, soprattutto, sanno applicare le strategie migliori al vostro caso specifico.

Non esiste una soluzione “taglia unica” per tutti, ogni situazione familiare e patrimoniale è unica e merita un’attenzione personalizzata. Affidarsi a loro significa avere la certezza di compilare correttamente la dichiarazione di successione, di calcolare l’imposta nel modo più vantaggioso e di sfruttare tutte le agevolazioni previste, evitando spiacevoli accertamenti o sanzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.

E credetemi, la tranquillità di sapere che tutto è stato gestito a regola d’arte, senza pensieri e senza il rischio di brutte sorprese future, non ha prezzo.

Investire in una consulenza di qualità è il modo migliore per proteggere il vostro futuro e quello dei vostri cari.

글을 마치며

Ed eccoci arrivati alla fine di questo viaggio complesso ma, spero, illuminante nel mondo delle successioni e delle tasse. Capisco che l’argomento possa sembrare pesante, quasi un labirinto burocratico dove è facile perdersi, ma la mia speranza è di avervi offerto una bussola per orientarvi. Ricordate, pianificare il futuro, soprattutto quando si tratta del proprio patrimonio e del benessere dei propri cari, non è solo una questione economica, ma un vero e proprio atto d’amore e di responsabilità. Personalmente, ogni volta che approfondisco questi temi, sento una profonda gratitudine per la possibilità di mettere ordine e di assicurare che ciò che ho costruito con tanta fatica possa continuare a sostenere chi amo. Non è mai troppo presto per iniziare a pensarci, e ogni piccola informazione che acquisiamo è un tassello fondamentale per la nostra serenità. Affrontare questi passaggi con consapevolezza ci permette di vivere il presente con maggiore leggerezza, sapendo di aver seminato bene per il domani. È un percorso che può sembrare solitario, ma non lo è, e il mio blog è qui proprio per questo: per farvi sentire accompagnati e informati, passo dopo passo.

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알아두면 쓸모 있는 정보

1. Agire d’anticipo è la vera mossa vincente: Non aspettare che le cose accadano. Ho imparato sulla mia pelle che iniziare a pianificare la successione quando si è ancora in salute e con la mente lucida, non solo riduce lo stress a noi e ai nostri eredi, ma apre anche la porta a opportunità fiscali che altrimenti andrebbero perse. Pensare al futuro oggi significa regalare serenità a tutti. Non è pessimismo, è previdenza!

2. L’usufrutto salva il portafoglio e il cuore: Se possedete immobili e volete trasferirli ai vostri figli senza rinunciare a viverci, la donazione con riserva di usufrutto è una strategia geniale. L’ho vista fare da tanti amici e nonni, e permette di ridurre significativamente la base imponibile delle tasse di successione, garantendovi al contempo il diritto di godere della vostra casa per tutta la vita. È un modo per sistemare le cose con intelligenza e affetto, senza sentirsi privati di nulla.

3. Polizze vita e titoli di Stato: i vostri alleati invisibili: Forse non tutti lo sanno, ma le polizze vita e i titoli di Stato italiani ed europei godono di esenzioni dall’imposta di successione. È un dettaglio che, quando l’ho scoperto, mi ha fatto ripensare a come strutturo i miei risparmi! Proteggere una parte dei vostri capitali attraverso questi strumenti significa assicurare ai vostri cari una liquidità che non verrà erosa dal fisco, un gesto concreto di protezione che fa una grande differenza in momenti delicati.

4. Le franchigie: un milione di buone notizie: Ricordate sempre che per il coniuge e i parenti in linea retta (come figli e genitori), la franchigia per l’imposta di successione è di ben un milione di euro per ciascun beneficiario! È una soglia davvero generosa che spesso si ignora, ma che può fare la differenza tra pagare o meno l’imposta. Conoscere questi limiti significa non farsi trovare impreparati e sfruttare al meglio le agevolazioni previste dalla legge.

5. Non avventurarsi mai da soli: il professionista è un faro: La materia è complessa, piena di cavilli e in continua evoluzione, come dimostra l’introduzione dell’autoliquidazione nel 2025. Per questo, non mi stancherò mai di ripeterlo: affidarsi a un notaio, un commercialista o un avvocato specializzato è fondamentale. Non è una spesa, ma un vero e proprio investimento sulla vostra tranquillità e sulla corretta gestione del vostro patrimonio, evitando errori che potrebbero costare molto caro.

Importanti Punti da Ricordare

Amici, riassumiamo insieme i punti cardine che abbiamo esplorato, perché la chiarezza è la migliore amica della pianificazione! Il 2025 segnerà una svolta epocale con l’introduzione dell’autoliquidazione per le imposte di successione, un cambiamento che ci chiede maggiore proattività e consapevolezza. Non dovremo più attendere il fisco, ma saremo noi i diretti responsabili del calcolo e del versamento, sebbene con il supporto di nuovi strumenti digitali dall’Agenzia delle Entrate. Questo ci impone di essere informati e, possibilmente, di agire d’anticipo con strategie ben ponderate.

Abbiamo visto come l’anticipazione sia davvero la chiave di volta. Strumenti come la donazione con riserva di usufrutto per gli immobili e il Patto di Famiglia per le attività imprenditoriali sono veri e propri salvagenti che permettono di trasferire il patrimonio in vita, ottimizzando il carico fiscale e garantendo una successione serena e senza intoppi. Non dimentichiamo poi l’importanza di strumenti finanziari esenti da imposta, come le polizze vita e i titoli di Stato, un modo astuto per proteggere una parte del proprio capitale destinata ai cari.

Ricordare le franchigie è essenziale: un milione di euro per coniugi e parenti in linea retta è una soglia generosa che, se ben compresa, può portare a notevoli risparmi. Infine, ma non per importanza, ho insistito e continuerò a farlo, sul valore inestimabile della consulenza professionale. In un campo così delicato e in evoluzione, l’esperienza di un esperto non solo ci guida attraverso le complessità burocratiche, ma ci garantisce la massima efficacia e la totale tranquillità. Non c’è prezzo per la pace della mente, e investire in una consulenza di qualità è il modo migliore per proteggere ciò che avete costruito con amore e fatica per voi e per le generazioni future.

Domande Frequenti (FAQ) 📖

D: L’autoliquidazione delle imposte di successione dal 2025: cosa significa e cosa cambia per noi eredi?

R: Amici, questa è una delle novità più grosse e importanti che ci aspettano dal 1° gennaio 2025! Fino ad oggi, eravamo abituati a presentare la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate e poi aspettavamo che fossero loro a calcolare l’imposta dovuta e a inviarci l’avviso di pagamento, con ben 60 giorni per saldare.
Dal 2025, invece, la palla passa completamente a noi! Sarà nostra responsabilità, in quanto soggetti obbligati al pagamento, calcolare direttamente l’imposta di successione.
Non solo, dovremo autoliquidare anche le imposte ipotecarie e catastali (se ci sono beni immobili) e tutti gli altri tributi minori, il tutto in base alla dichiarazione di successione che presenteremo.
L’Agenzia delle Entrate, tramite il suo sistema informativo, ci darà una mano precompilando il “Quadro EF” della dichiarazione con gli importi dovuti, ma la responsabilità finale del calcolo e del versamento sarà nostra.
Il pagamento poi dovrà avvenire entro 90 giorni dal termine di presentazione della dichiarazione stessa. Questo significa che dobbiamo essere molto più attenti e informati di prima, magari con il supporto di un professionista, per non incorrere in errori.
La buona notizia è che, in un certo senso, ci dà più controllo sui tempi e sulle modalità, anche con la possibilità di rateizzare l’importo. Ma, mi raccomando, è fondamentale non sottovalutare questo cambiamento!

D: Quali sono le strategie legali più efficaci per ridurre le tasse di successione, agendo per tempo?

R: Questa è la domanda da un milione di euro, anzi, da un milione di franchigia! Scherzi a parte, la chiave è davvero la pianificazione, come dicevo all’inizio.
Personalmente, ho visto che agire quando si è ancora in vita fa una differenza enorme. Una strategia super valida è la “donazione con riserva di usufrutto”.
In pratica, si trasferisce la nuda proprietà di un immobile ai figli o ai nipoti, ma si mantiene il diritto di viverci o di affittarlo per tutta la vita.
Questo riduce la base imponibile della futura successione perché la tassazione sulla donazione viene calcolata solo sulla nuda proprietà, che ha un valore inferiore alla piena proprietà.
Altro consiglio che mi sento di dare è la cointestazione di conti correnti: in caso di decesso di uno dei cointestatari, l’imposta di successione si calcola solo sulla sua quota, non sull’intero importo.
Ho anche scoperto che le polizze assicurative sulla vita sono un vero asso nella manica! Le somme erogate ai beneficiari di queste polizze, infatti, non rientrano nell’asse ereditario e non sono soggette all’imposta di successione.
È un modo intelligente per assicurare liquidità ai nostri cari senza l’incubo del fisco. Infine, per chi ha un’azienda, il “patto di famiglia” è un vero toccasana: permette di trasferire l’impresa o le quote societarie ai discendenti in vita, cristallizzando il valore e prevenendo future liti e tassazioni salate.
Insomma, ci sono tante strade, ma l’importante è informarsi e scegliere quella più adatta alla propria situazione!

D: Esistono delle franchigie o esenzioni che possono aiutarci a non pagare del tutto l’imposta di successione?

R: Assolutamente sì, ed è una delle cose che ci rasserena di più in Italia! Il nostro sistema fiscale prevede delle “franchigie”, ovvero delle soglie di valore entro le quali non si paga l’imposta di successione.
E sono anche piuttosto generose, a differenza di altri Paesi europei! Per esempio, se l’eredità è destinata al coniuge o ai parenti in linea retta (come figli, nipoti, genitori), ognuno di loro ha diritto a una franchigia di ben 1 milione di euro.
Questo significa che se la quota ereditata da ciascuno non supera questa cifra, l’imposta di successione non è dovuta. Per fratelli e sorelle, la franchigia è di 100.000 euro per ciascuno.
Per le persone con disabilità grave, la legge è ancora più sensibile, prevedendo una franchigia di 1.500.000 euro, indipendentemente dal grado di parentela.
Oltre a queste soglie, si applicano aliquote diverse a seconda del grado di parentela: il 4% per coniuge e parenti in linea retta (sulla parte eccedente la franchigia), il 6% per fratelli e sorelle (sulla parte eccedente la franchigia), e poi il 6% o l’8% per altri parenti o soggetti, senza franchigia.
Quindi, in molti casi, se il patrimonio non è elevatissimo, o se si è ben pianificato, potremmo ritrovarci a pagare solo le imposte ipotecarie e catastali sugli immobili, che sono comunque molto più basse dell’imposta di successione vera e propria.
È un bel vantaggio che non dobbiamo dimenticare!

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